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Oltre le premiazioni: una riflessione sul ciclismo giovanile

  • Immagine del redattore: Press Team Iperfinish
    Press Team Iperfinish
  • 20 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

Il recente Galà del Ciclismo Toscano, svoltosi lo scorso Sabato a Quarrata (PT), è stato lo spunto per una riflessione che riteniamo doverosa.

Non per l’evento in sé, ma per ciò che non è stato riconosciuto e, più in generale, per il messaggio che questo tipo di appuntamenti continua a trasmettere.


Un format che, a nostro modo di vedere, è apparso fortemente autoreferenziale e poco coinvolgente, lontano dal linguaggio, dalle esigenze e dalla sensibilità dei giovani atleti e delle società che dovrebbero rappresentarne il centro. Un contesto che racconta un ciclismo toscano che sembra andare tutto bene, mentre la realtà quotidiana è ben diversa.


Nell’ennesima stagione segnata da numeri in calo, squadre in difficoltà e un ciclismo giovanile su strada che fatica a rinnovarsi, colpisce l’assenza totale di qualsiasi riferimento al Team Iperfinish, protagonista di un’annata di alto livello sotto il profilo sportivo, organizzativo e progettuale.


Non si tratta di rivendicare una targhetta o una menzione formale.

Si tratta di constatare come un progetto strutturato, moderno e orientato alla crescita degli atleti non abbia trovato spazio in alcun momento ufficiale di riconoscimento.


Il Team Iperfinish ha costruito i propri risultati attraverso un lavoro quotidiano serio e competente, guidato da figure tecniche come Elia Favilli e Francesco Casagrande, e sostenuto da un gruppo di addetti ai lavori che copre ogni ambito: meccanico, organizzativo, amministrativo, comunicazione e stampa. Un sistema che oggi rappresenta la base di qualsiasi team che voglia davvero alzare l’asticella per stare al passo coi tempi.


Proprio su questo punto interviene il presidente Giacomo Vierucci:


«Durante la stagione abbiamo percepito chiaramente come il nostro progetto sia stato apprezzato più fuori regione che nelle competizioni in Toscana. È un segnale che fa riflettere: quando un team alza il livello complessivo, viene riconosciuto soprattutto in contesti che puntano a migliorare qualità e competitività delle gare.»


Un’osservazione che va oltre il singolo caso e che apre una domanda più ampia: cosa viene oggi realmente valorizzato nel ciclismo giovanile toscano?


In un contesto in evidente difficoltà, continuare a ignorare i progetti che investono in metodo, struttura e visione rischia di essere un errore strategico.

Perché quando un team che prova ad alzare il livello passa sotto silenzio, il problema non è il team.


E forse è da qui che bisognerebbe iniziare a riflettere.



 
 
 

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