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Campionati Italiani - Parte 2: il posto in più alla Toscana rafforza la nostra riflessione sulla meritocrazia

  • Immagine del redattore: Press Team Iperfinish
    Press Team Iperfinish
  • 1 lug
  • Tempo di lettura: 4 min

A seguito del nostro precedente comunicato sulla meritocrazia e sui criteri di selezione della rappresentativa toscana per i Campionati Italiani Allievi, è emerso un nuovo elemento che riteniamo renda ancora più doveroso proseguire questa riflessione.


Abbiamo infatti appreso che il Comitato Regionale Toscana ha richiesto alla Struttura Tecnica Nazionale un posto aggiuntivo nella rappresentativa che prenderà parte ai Campionati Italiani di Bolzano. Richiesta che è stata accolta, consentendo così alla Toscana di schierare un atleta in più.


Di fronte a questa opportunità, ci saremmo aspettati che venisse presa in considerazione anche la candidatura del nostro atleta Niccolò Iacopi, che continua a dimostrare sul campo di attraversare uno straordinario momento di forma.


Lo ripetiamo ancora una volta: parliamo di un corridore che ha conquistato tre vittorie in questa stagione. Vittorie. Non semplici piazzamenti, non prestazioni sporadiche, ma successi ottenuti con azioni di forza, personalità e qualità tecniche che stanno confermando una crescita costante e concreta.


Ed è proprio alla luce di questo nuovo scenario che la nostra riflessione sulla meritocrazia assume ancora più significato.

La domanda che ci poniamo oggi è ancora più semplice e diretta: perché Niccolò Iacopi non è stato convocato?


Esistono criteri che vanno oltre il merito sportivo? Esistono equilibri che sfuggono alla semplice valutazione dei risultati ottenuti sulla strada? È necessario, in determinate circostanze, accontentare qualcuno per mantenere determinati equilibri?

Sono interrogativi che nascono spontaneamente davanti ai fatti.


Se così fosse, ci chiediamo anche come si possa spiegare una scelta di questo tipo a un ragazzo di sedici anni che ha fatto tutto ciò che gli è stato chiesto.


Si è allenato con impegno, ha seguito con serietà il percorso tecnico impostato dalla società, ha creduto nel lavoro quotidiano e ha ottenuto quei risultati che, in uno sport meritocratico come il ciclismo, dovrebbero rappresentare il principale criterio di valutazione.


Come possiamo spiegargli che tutto questo non è bastato?


Come possiamo dirgli che, nonostante tre vittorie stagionali e uno stato di forma eccellente, non è stato ritenuto meritevole neppure quando alla Toscana è stata concessa la possibilità di convocare un atleta in più?


Ci teniamo ancora una volta a precisare che queste considerazioni non rappresentano un giudizio nei confronti degli atleti convocati, ai quali continuiamo ad augurare il miglior risultato possibile ai Campionati Italiani. Il nostro ragionamento riguarda esclusivamente il nostro atleta e il principio che dovrebbe guidare ogni selezione.


Sappiamo perfettamente che ogni convocazione comporta inevitabilmente delle esclusioni.


È la natura dello sport.


Ma chiedere un posto aggiuntivo, ottenerlo e continuare a non prendere in considerazione un atleta che sta dimostrando sul campo di meritare quella convocazione ci sembra un elemento che rafforza ulteriormente i dubbi già espressi nel precedente comunicato.


Sbagliare è umano. Perseverare, invece, apre inevitabilmente a ulteriori interrogativi.

Per questo motivo gradiremmo che chi ha assunto questa decisione trovasse il tempo e il coraggio di spiegarla.


Se non ritiene opportuno confrontarsi con la nostra società, chiediamo almeno che venga spiegata direttamente a Niccolò. Un ragazzo che, per l’impegno profuso e per i risultati ottenuti, merita almeno una motivazione chiara della propria esclusione.


Sarebbe un gesto di correttezza, di rispetto e di responsabilità nei confronti di un giovane atleta.

Sappiamo che, con ogni probabilità, questo gesto non verrà compiuto e che sarà più semplice rifugiarsi dietro motivazioni generiche o dietro quella che troppo spesso viene definita “politica”, una parola che nello sport non dovrebbe trovare spazio e che, quando prevale sulla meritocrazia, rischia di produrre danni profondi e di allontanare proprio quei ragazzi che con sacrificio, passione e risultati cercano di costruire il proprio futuro.


Qualcuno potrebbe obiettare che esista una consuetudine secondo cui non sarebbe opportuno convocare più di tre atleti della stessa società. Se così fosse, ci piacerebbe sapere dove questa regola sia scritta. Perché, ad oggi, non risulta esistere alcuna norma che imponga un limite di questo tipo.


E se un simile criterio venisse realmente applicato, ci troveremmo davanti a una logica che penalizzerebbe proprio quelle società che, investendo risorse, competenze e professionalità, riescono a formare il maggior numero di atleti competitivi. Sarebbe un paradosso difficilmente conciliabile con il principio della meritocrazia.


Confessiamo anche che, davanti a questa situazione, è stata forte la tentazione di rinunciare alla partecipazione dei nostri tre atleti già convocati. Sarebbe stato un gesto di protesta forte, ma allo stesso tempo profondamente ingiusto nei confronti di ragazzi che hanno conquistato con pieno merito il diritto di rappresentare la Toscana e che non hanno alcuna responsabilità rispetto alle decisioni assunte.


Sappiamo inoltre che una scelta del genere potrebbe comportare conseguenze disciplinari e non sarebbe coerente con i valori che cerchiamo di trasmettere quotidianamente ai nostri atleti.


Per questo scegliamo un’altra strada.


Chiediamo semplicemente che chi ha preso questa decisione se ne assuma la responsabilità, la motivi pubblicamente e abbia il coraggio di spiegare a un ragazzo perché tre vittorie, uno straordinario stato di forma e un percorso di crescita riconosciuto da tutti non siano stati ritenuti sufficienti per meritare la convocazione ai Campionati Italiani.


Noi continueremo a insegnare ai nostri atleti che il ciclismo è sacrificio, disciplina e meritocrazia.

Ci auguriamo soltanto che, un giorno, possano avere la certezza che anche chi è chiamato a scegliere creda fino in fondo negli stessi valori.

 
 
 

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